MARIS' A MEZZANOTTE

traduzione e adattamento di Jean-Paul Manganaro

 

Era cosi quando me ne stavo per ore a guardare un quadro, oppure delle mensole con sopra i libri, alla fine poi mi veniva da vomitare. E' la stessa cosa. Difficile da spiegare. Me lo diceva sempre, non crescerai mai, allora è normale, un giorno mi sono stufata, un altro si sarebbe stufato per molto meno. Stavano tutti a guardami in cortile durante la ricreazione, sotto il portico, con le tegole, d'inverno, tutte ricoperte di ghiaccio. Mi hanno detto : «Si faccia le valigie, non vogliamo vederla più...» Ma che restino pure tra loro, io non starò tutta la vita li a preparare biscottini. Per chi mi prendono? Non sono mica santa Cristina per star li tutta la vita a preparare biscottini, e che...! E poi un giorno, ebbene si, l'ho incontrato, e allora tutto è cambiato...!

I primi mesi andavamo proprio d'accordo, mi faceva delle carezze suggestive. Mi diceva : «Ora ti faccio delle carezze suggestive!» Lo guardavo con gli occhi appena socchiusi e lui sorrideva come un cavallo. Mi suggeriva un sacco di cose, ma non so se sapeva cosa mi suggeriva, perchè se l'avesse saputo, avrebbe smesso subito e avrebbe anche cominciato a pensare che ero pazza al punto da non potermi guardare in uno specchio, da non poter camminare lungo i binari, come ho visto fare spesso al cinema : gente che vaga lungo i binari e poi raccatta un qualcosa buttato dal finestrino di un treno diretto a Berlino... In uno scompartimento che durante tutto il viaggio si fosse via via riempito e svuotato... Non si deve scendere con la gente che sale... Soprattutto quando ormai fa notte, e si potrebbe dire che tutto ciò è banale, eppure non è una ragione per non amare questo genere di cose... Innamorata della banalita, mettere sulla mensola del camino la propria foto in vacanza in riva al mare, mi sembra una cosa banale...

 

© Christian Bourgois Editeur & Jean-Paul Manganaro

 

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Francité